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Camera 201

“Wonderful Women” di Elena Montiani: La camera che ha intitolato “Wonderful Women”, raccoglie un omaggio pittorico alle grandi dive degli anni ’50 (Ginger Rogers, Rita Hayworth, Marilyn Monroe) . Un vero e proprio omaggio alla bellezza e alla femminilità che ha finora caratterizzato il suo lavoro. La donna ritratta in tutta sua eleganza, il suo fascino e la sua sensualità.

 

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Camera 401

“Boemian Rapsody” di Luca Sposato: carte colorate collocate con andamento musicale danno all’ambiente sensazioni decise e moderne.

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Camera 402

“SooS Chronicles”" di Filippo Bardazzi & Laura Chiaroni: è una collezione italiana di fotografi, che si concentra sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente , con un interesse particolare per tutti quei cambiamenti che coinvolgono passato e presente.

 

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Camera 403

“Tesi” di Fabio Mazzieri. Sorprendenti e dinamici i teli cerati sospesi di Fabio Mazzieri, artista senese di fama internazionale, che esprime leggerezza insieme alla potenza del colore. Un ambiente unico ed avvolgente.

 

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Camera 404

“Tuscany Landscape” di Laura Facchini Van der Bol, di origine italo-olandese è nata a Prato e da questa città ha assorbito la passione per il tessuto, che tratta come strumenti pittorico, regalando raffinati paesaggi scolpiti da fili nelle trame di materiali tessili.

 

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Camera 405

“Acque di luce” di Nicola Zaccaria: Nato a Brescia, vive a Ghedi (BS).
Dal 2015 si dedica alla fotografia con sperimentazioni e l’ uso di obbiettivi e supporti particolari come il plexiglass che amplifica visioni di lucentezza e freschezza.

 

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Camera 406

Arcoiris – Le opere di Gabriella Furlani, artista internazionale di origine italo-venezolana, ha voluto qui esprimere sulle pareti l’idea dell’abbraccio della luce attraverso la scissione del colore, con l’uso di pigmenti naturali e grassello di calce, dando all’ambiente una forte luminosità irradiando la stanza di una serena allegria.

 

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Camera 407

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Camera 408

“Rebblu” di Aleandro Roncarà: è lo pseudonimo di Aleandro Roncarà, artista toscano che sta offrendo, già da alcuni anni, una sua personalissima reinterpretazione della pop art. Esprime, attraverso l’uso di colori intensi e una vena umoristica che lo colloca vicino al variegato universo dei cartoons e dei fumetti, una visione della vita dinamica e gioiosa, tutt’altro che priva di significato.

 

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Camera 409

“Il filo del dialogo” di Myriam Cappelletti: Il titolo nasce da un tema sviluppato dall’artista sulle relazioni spontanee, naturali o imposte che si creano nel quotidiano e durante la nostra vita; i fili sono a volte indissolubili, a volte tanto leggeri da essere invisibili, ma nella fitta rete dei rapporti umani, si crea un “dialogo” fortemente personale fatto di scelte e di casualità, creando così legami che rendono la nostra vita unica e irripetibile.

 

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Camera 410

“In punta d’argento” di Gabriella Furlani , artista nata in Venezuela da famiglia tosco veneta, opera da anni in campo internazionale con installazioni ed opere ambientali, usando l’antica tecnica della punta d’argento. Il tema di questa camera è dedicato a Leonardo da Vinci che usava la punta d’argento nei suoi disegni, ma qui amplificata in opere di grandi dimensioni, in una visione assolutamente contemporanea, dove l’ossidazione dell’argento è in continuo divenire.

 

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Camera 418

“Non lontano dai piedi” di Armando Fettolini, artista lombardo attivo in ambito internazionale, vuole essere una sorta di omaggio ai sassi, visti dall’artista come elementi apparentemente inanimati, ma in realtà testimoni silenziosi di tempo, spazio ed emozioni. Un luogo dove le pietre possono ricamare firmamenti di conchiglie e stelle.

 

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Camera 419

“New York New York” di Gloria Campriani: È un progetto innovativo che nasce dalla collaborazione di un team di giovani professionisti che unendosi danno luogo ad un prodotto artisticamente e tecnicamente qualitativo. L’arazzo cambia il suo spirito tradizionale per trasformarsi in un’espressione contemporanea suggestiva ed affascinante di grande dinamismo e modernità. Uno spirito innovativo che trasfigura l’intreccio di trame e fili in opere di astrattismo concettuale.

 

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Camera 420

“La Mia Africa” di Gloria Campriani: Altra “Tela d’Arte” dai colori accesi e suggestivi che dà alla camera un senso di vita e calore

 

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Camera 421

Giovanni Nuti nasce a Firenze nel 1952; vive e lavora a Prato. Si laurea nel 1979 in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Firenze.

La sua ricerca artistica si articola tra Musica, Arti Figurative e Poesia.

Musicista e pittore fino dagli anni settanta, realizza colonne sonore per i films di Franco Colella, JanPierre Dudier, Fabrizio Ugo Giordani, Francesco Nuti, Enrico Oldoini, Maurizio Ponzi e Giovanni Veronesi; commenti musicali per il teatro di Mario Rellini. Nel 1986 gli viene assegnato il “Ciak d’Oro” per la migliore canzone del film Tutta colpa del paradiso; nel 1987 il “Nastro D’Argento” per la migliore musica originale del film Stregati. Dopo una serie di mostre personali e collettive, nel 1992 l’Assessorato alla Cultura del Comune di Prato patrocina una sua mostra antologica; nel 2003 è inserito come pittore e scultore nella “Storia delle Arti Figurative nella Prato del tardo novecento” di F. Riccomini. Nel 2007 la Ibiskos Editrice Risolo pubblica la sua prima silloge dal titolo Calipso. Nel 2008 edita la sua seconda silloge, Lumen. Nel 2010 appare la riedizione critica di Appunti di viaggio, con “Cartoline da un mondo”,  testo critico di Sandro Veronesi. Nel 2012 pubblica la sua terza silloge dal titolo Citèra, che vince il Primo Premio Sezione “Silloge Poetica” del “Premio Ibiskos 2011″ e la Medaglia di bronzo per la Poesia XXX Premio Firenze 2012. Nel 2015 pubblica “La Dea dei serpenti”, poema edito dall’Ibiskos Editrice Risolo. Nel 2015 appare il suo primo romanzo Anima Scalza per l’editore David and Matthaus.

“Pagine” di Giovanni Nuti: l’Artista vuole creare un ponte tra arti figurative e poesia, tra immagine dipinta e immagine scritta, perchè qui “i sogni siano pagine di un poeta con ali di stelle”.

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Camera 422

“Itai-Doshin” di Stefania Puntaroli, artista emergente che vuole raccontare un mondo che apperentemente risulta molteplice ma uguale nello spirito. Colori decisi e forme sognanti di un universo complesso.

 

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Camera 423

“Reflejos” di Gustavo Maestre: Artista venezuelano adottato da Prato, trasmette nei suoi lavori un mondo fatto di riflessi, immagini e colori come specchi della vita. Un mondo dinamico e sempre in divenire aperto ai sogni e all’immagimazione.

 

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Camera 424

“Resmi Al Kafaji” di Resmi Al Kafaji:
Nato a Diywania, Iraq dove ha frequentato studi accademici, ha vissuto in Italia per lungo tempo, in particolare dal 1977 tra Firenze e Prato. Artista internazionale ha voluto caratterizzare questa camera con lavori raffinatissimi ed essenziali, che ci danno il senso di una poesia silenziosa ed intensa.

 

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Camera 425

“On the Road” di Maddalena Barletta: lo studio della fotografia con il maestro Franco Fontana e della tecnica dell’affresco danno al suo lavoro un’ impronta di materia fotografica che sa di muro. Qui in particolare ha lavorato sull’idea del viaggio, come spostamento e avventura, in visioni che fermano il tempo donandoci un senso di meritato riposo.

 

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Camera 426

“Magmi” di Luciano Pea: L’artista fa una pittura di forti valenze liriche attraverso l’utilizzo di colori-spazio impregnati di luce e di penombre che si espandono sulle superfici, rese atmosferiche e non di rado liquide dalla loro dilatata impalpabilità.

 

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Camera 427

“Dialoghi” di Giuliano Gaigher (Treviglio, 1964), artista internazionale, con le sue sculture di vetro raffinate e insieme potenti, ci offre un linguaggio evocativo che sottrae sempre più spazi alla percezione per consegnarli al lavoro dell’immaginazione che simbolicamente è chiamata a integrare, chiudere, scolpire il significato nella luminosità di due colori che si vogliono incontrare attraverso la luce.
La vita, il mondo, insomma, o l’Orizzonte del Senso, sono i confini entro i quali l’estetica di Gaigher si articola. Arte per pensare.

 

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